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Alla ricerca dello spirito Natalizio

Questa è una storia che non inizia con “C’era una volta …” perché tutto è accaduto esattamente due giorni fa. La cronologia degli eventi è stata trovata su un calendario dell’avvento molto vicino al ministro degli affari natalizi del paese di Babbo Natale.



Korvatunturi, il 22 Dicembre 2020 


Korvatunturi è un meraviglioso villaggio in Lapponia che non conosce l’oscurità, le sue case sono coperte da un candido manto di neve per metà dell’anno e l’aurora boreale illumina il cielo ogni notte. Da quando Babbo Natale fondò lì la sua attività di fabbrica di regali, il villaggio attira elfi, renne e inventori di giocattoli da tutto il mondo. 


È qui che abita Luna, un’Elfa. Si è trasferita a Korvatunturi qualche anno fa, quando è stata nominata amministratrice delle liste di Babbo Natale. Ogni giorno Luna controlla le liste dei regali e si assicura che vengano realizzate nelle officine degli Elfi.
Mentre Babbo Natale si godeva un lungo pisolino, Luna si recò al reparto che incarta i regali. Si guardò attorno stupita di non vedere nastri, fiocchi e paillettes uscire dal caminetto dei desideri esauditi. 


Entrando nel laboratorio, trovò tutti gli artigiani elfi, silenziosi e raccolti intorno alla renna Milo, direttore del trasporto e autista principale della slitta di Babbo Natale. Al suo arrivo la renna gli porse la lettera che stava leggendo ad alta voce e che sembrava aver rattristato tutti i suoi colleghi, una comunicazione di emergenza che arrivava direttamente dal comitato tecnico magico degli alberi di Natale:




Caro Milo,


Gli alberi sono pronti e come ogni anno ben decorati, fremono nell’attesa di ricevere i regali sotto le loro verdi chiome.
Siamo comunque obbligati ad informarvi che nessuna delle nostre conifere è stata in grado di attestare la presenza di pupazzi di neve nelle vicinanze della casa di adozione. Come sapete, quest’anno gli umani sono rimasti a casa e i bambini non hanno avuto molto tempo per giocare nella neve. Inoltre, i pupazzi di neve del Polo Nord che impieghiamo in caso di emergenza si sono sciolti, non essendosi abituati alle condizioni di lavoro da casa.
Sappiamo quanto siano essenziali per localizzare la presenza dei bambini e trovare i loro indirizzi dal cielo.
Ci auguriamo che troverete rapidamente una soluzione a questa situazione a dir poco spinosa,
Cordiali saluti,
Il comitato tecnico magico degli alberi di Natale



Come farà Babbo Natale a trovare la casa dei bambini senza le indicazioni dei pupazzi di neve?
Tutti i regali realizzati con cura forse non sarebbero mai arrivati nelle mani dei loro piccoli destinatari…Luna si stava facendo prendere dallo sconforto quando Milo la rincuorò: “Non abbiamo tempo di piangerci addosso, dobbiamo salvare il Natale!!”



Il ghiacciaio di neve eterna, il 23 dicembre 2020


Milo e Luna presero la prima slitta delle 7:30 per raggiungere il nord del paese, dove le catene montuose squarciano il cielo. In cima alla montagna più alta c’era la loro destinazione: il ghiacciaio di neve eterna. Si dice che tutti i pupazzi di neve dei bambini che diventano adulti finiscano lì. Una volta sul ghiacciaio, non temono più l’arrivo della primavera e imparano persino l’arte di crogiolarsi al sole senza pericolo. Solo loro possono aiutarli.


Non appena Luna e Milo lasciarono la loro prima impronta sulla neve, dei fiocchi svolazzanti chiesero loro le ragioni del loro arrivo. Luna e Milo spiegarono che i pupazzi di neve non erano apparsi e che speravano di trovare qui qualche volontario. A questo annuncio, i fiocchi di neve si decisero: “Dobbiamo chiedere a Hans, il pupazzo di neve più vecchio della montagna.”


Hans viveva sul ghiacciaio da diverse centinaia di anni, era il primo pupazzo di neve al mondo e venne creato da una bambina di nome Mary, che viveva nella città di Lipsia, in Germania. È un pupazzo di neve un po’ scontroso che dice, a chi vuole credergli, che non ha mai cambiato carota in più di 250 anni di esistenza. Non appena vengono presentati, Luna lo sollecitò:
“Hans, quest’anno i bimbi del mondo non hanno fatto pupazzi di neve, così non saremo in grado di trovare gli indirizzi a cui inviare i regali! Conosci un modo per farli riapparire?”
“Solo un bambino può far apparire un pupazzo di neve.” rispose Hans. “Non c’è altro modo. E negli ultimi anni molti dei miei colleghi si sono sciolti prima di raggiungere il ghiacciaio. Temo che i pupazzi di neve diventeranno sempre più rari nel corso degli anni.”
“Ma Natale, senza neve né pupazzi… chi ci indicherà le case la notte della vigilia?” chiesero Luna e Milo.
“Non temete…è già successo: nel 1884, un inverno senza neve in tutti i paesi del mondo. Korvatunturi era andato nel panico e molti elfi erano venuti a trovarmi, come voi oggi. Ma il Natale c’è stato e ogni bambino ha ricevuto i suoi regali. Anche la mia piccola Mary.”


Al pensiero del suo piccolo creatore, i sassolini che Hans aveva al posto dei suoi occhi diventarono morbidissimi, il pupazzo continuò la storia con un tremolio nella voce: 


“Quell’anno Mary aveva raggiunto i suoi 45 anni e come tutti gli adulti non era né troppo allegra né troppo triste, il suo cuore non ardeva di passione o entusiasmo ed era diventata troppo grande per giocare con la neve. Mi aveva dimenticato così come aveva dimenticato i mostri sotto il letto e non parlava ai suoi amici immaginari da molto tempo! Ma ecco che all’improvviso successe qualcosa di magico.
Pochi giorni prima di Natale trovò una mia vecchia foto e decise di mostrala alla figlia. Vedendo sua figlia delusa di non poter creare un pupazzo di neve, Mary decise che doveva essere lei a creare la magia di un Natale senza neve. Ed è così che hanno passato il pomeriggio a ridere mentre spolveravano vecchi giocattoli. Hanno riso così tanto che la sera le renne hanno semplicemente seguito i rumori portati dal vento. La verità è che noi pupazzi di neve siamo solo una bellissima tradizione … In ogni casa dove grandi e piccini sanno vivere da bambini risiede lo spirito natalizio, ed è lui che guida la slitta la sera del 24 dicembre.”

Prima di partire Milo e Luna salutano Hans promettendogli di portare avanti la tradizione finché nevicherà. In cuor loro speravano che il vecchio pupazzo avesse detto la verità.



Da qualche parte nel cielo, il 24 dicembre 2020


La slitta è decollata con a bordo un Babbo Natale ancora sonnacchioso. Milo è alla guida del branco di renne mentre Luna è sul retro, intenta a contare e ricontare le migliaia di regali intorno a lei.
Il conto sembra giusto. 


Vedendo le prime luci della città in lontananza, Luna strinse forte la lista. Sotto di lei non vedeva traccia di pupazzi di neve ma poi, all’improvviso, sentì un flebile rumore arrivare dai comignoli delle prime case.
“Milo” urlò forte Luna per sovrastare il rumore del vento “torna indietro, credo di aver sentito qualcosa”.


Con un’abile manovra Milo fece un’inversione a U facendo risvegliare Babbo Natale che per un attimo aveva ripreso a russare.
Luna tese bene le orecchie e sentì di nuovo quel rumore che poco prima aveva catturato la sua attenzione. Ora era più forte e distinto. Ne era sicura: quelle erano le risate dei bambini.
“Il Natale è salvo” urlò Luna rivolta a Milo – e a Babbo Natale che nel frattempo si stava stropicciando gli occhi.



Ore 00.01 del 25 dicembre 2020. Una casetta da qualche parte vicino a Bologna.


In casa non volava una mosca. I bimbi dormivano profondamente nelle loro camerette mentre i genitori si erano addormentati davanti alla TV. L’albero di Natale era vicino a una finestra da cui si vedeva la piazza del paese. Secondo il meteo giornale avrebbe fatto bel tempo fino a Capodanno.


Mamma e papà nel frattempo si svegliarono, spensero la tv e abbassarono le tapparelle della finestra che dava sulla piazza.
Non si accorsero minimamente che, nel frattempo, sotto l’albero era comparso un pacchetto. E non notarono neanche che piccoli, candidi e soffici fiocchi di neve stavano cadendo dal cielo.


Il Natale l’avevano salvato le risate dei bambini mentre la natura aveva fatto il miracolo regalando a tutti una bella e inaspettata nevicata. Al risveglio, i bimbi avrebbero trovato i regali sotto l’albero e un paesaggio incantato davanti ai propri occhi. Un paesaggio che avrebbero voluto conservare e per il quale avrebbero fatto di tutto affinché anche le prossime generazioni potessero vedere.

A qualche centinaio di metri sopra le loro teste, Luna, Milo e Babbo Natale sfrecciarono con la slitta tra le nuvole. Erano stanchissimi dopo aver girato tutto il pianeta, ma in compenso avevano fatto il pieno di risate e gioia.
Sì, il Natale 2020 era stato proprio un Natale speciale.
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Benvenuta Bianca!

In un mondo incantato, in un’atmosfera di pura e delicata morbidezza vive Bianca la fatina di Tenderly. La sua missione? Diffondere la tenerezza e la delicatezza del mondo Tenderly.

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