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Altruismo: cosa guadagneremmo dando di più agli altri?

Tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati sorpresi da un gesto altruistico. A volte, per sentirci subito più sereni e in pace con il mondo, basta un’inaspettata tazza di caffè al risveglio.
Ma secondo molti studi, a trarre il maggior beneficio sono proprio le persone che hanno compiuto il gesto. Pare proprio che “dare” senza voler “ricevere” nulla in cambio sia una semplice ricetta per essere un po’ più felici. E allora scopriamo insieme quali sono i benefici dell’altruismo.




Parte tutto dalla testa.


Secondo la scienza, compiere un gesto altruistico avrebbe un impatto immediato sulla sensazione di benessere e felicità (e proprio per questo, vale la pena provarci almeno una volta al giorno).

Ecco ciò che accade nel nostro cervello: l’amigdala, la regione del cervello responsabile della percezione e spesso delle nostre paure e ansie, diventa meno attiva mentre l’ippocampo, responsabile dell’assimilazione delle novità, aumenta la sua produttività. Viene inoltre generata ossitocina che a sua volta genera le emozioni positive e i sentimenti di gratitudine. L’intera reazione ha come effetto la riduzione dello stress, un miglioramento della motivazione, un aumento della creatività e una riduzione della sensazione di dolore.


L’altruismo, un amplificatore di socialità.


Se un gesto altruistico regala una sensazione immediata di benessere, praticato quotidianamente ha un impatto sociale significativo su chi vi circonda. Cedendo il vostro posto in metro a una persona anziana, oltre alla sensazione di riconoscimento ottenuta da quest’ultima, state sicuramente influenzando i compagni di viaggio a fare lo stesso.
In pratica: l’altruismo si nutre di altruismo. Una reazione a catena che rafforza il senso di appartenenza e i legami della comunità consente la creazione di relazioni sociali soddisfacenti e promuove interazioni disinteressate tra le persone.

Una qualità che porta un grande cambiamento dentro di sé.


L’altruismo non solo porta benessere fisico e coesione sociale, ma può cambiare radicalmente chi lo pratica. Una persona timida, per esempio, acquisirà maggior sicurezza nei propri mezzi e, trovandosi spesso a contatto con altre persone, si riscoprirà con il tempo più estroverso.
Le persone altruiste sono inoltre più intraprendenti e ottimi problem solver dovendo pensare ogni giorno come risolvere questioni spinose con budget praticamente irrisori.
E a proposito di budget, l’altruismo fa bene anche alle tue tasche: alla parola “possedere” preferirai “scambiare” che implica meno attaccamento ai beni materiali a vantaggio dei bei momenti che condividi con gli altri.

Allora convinto? Per metterti alla prova, inizia a condividere questo articolo 😉

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Come si festeggia la primavera nel mondo?

Nell’ultima lezione della Tenderly Academy, la piccola Prof.ssa di “Geografia dell’Inclusività” ci ha mostrato alcune abitudini e usanze di popoli lontani.

La terra è una tavolozza colorata di diversità, dove la distanza geografica e culturale presente tra i vari popoli riesce ad “azzerarsi” grazie alla condivisione di interessi comuni. Un esempio calzante è la primavera, l’unica stagione il cui arrivo viene celebrato a ogni latitudine del pianeta. In questo articolo scoprirete come.

 



 

Il Songkran, il capodanno bagnato in Thailandia


Per festeggiare l’arrivo della primavera in Thailandia non devi avere paura dell’acqua: dal 13 al 15 Aprile, i thailandesi moltiplicano i bagni in spiaggia e gettano acqua sui passanti (a volte con l’aiuto di elefanti). Nella tradizione Buddhista, l’acqua lava via la sfortuna, una doccia è quindi di buon auspicio per iniziare la bella stagione.

 

Holi, il festival dei colori in India


Principale fonte d’ispirazione della nota “Color Run”, l’Holi Hai è la festa induista dell’equinozio di primavera dove migliaia di persone provenienti da tutta l’India scendono in strada per ballare e lanciarsi polveri colorate. Celebrata tra febbraio e marzo, i colori richiamano quelli della primavera e rappresentano la rinascita interiore dell’uomo.

 

Norouz, le tre settimane di feste Iraniane


In Iran, il 21 marzo dà il via alla primavera con le 3 settimane di festività del Norouz. Una tradizione tipicamente persiana, caratterizzata da cene in famiglia e shopping sfrenato alla ricerca di oggetti simbolici i cui nomi in lingua Farsi iniziano con la lettera S, come lo Sabzi, un erba che è auspicio di buona salute e di fertilità.

 

Cimburijada, il Festival delle uova strapazzate in Bosnia


Nella città di Zenica in Bosnia, durante il primo giorno di primavera, le persone si riuniscono sulle rive del fiume Bosna, dove viene condiviso un pasto in comunità fatto di uova strapazzate. L’uovo, infati, simboleggia l’inizio di una nuova vita.

 

Il saluto al sole sotte le piramidi in Messico


In Messico, l’inizio della stagione della luce è celebrato il 20 maggio ai piedi della Piramide del Sole nel sito archeologico di Teotihuancán. Migliaia di persone, tradizionalmente vestite in bianco, si riuniscono, sollevando le mani verso il cielo per rendere omaggio al Sole e incamerarne l’energia e la forza.


I ciliegi in fiore in Giappone


L’arrivo della primavera in Giappone è sublimato dai ciliegi in fiore, che hanno un grande significato per il popolo giapponese: i petali vengono paragonati alla vita dei samurai. Breve, intensa ma ricca di colore. Una bellezza che accompagna una settimana di festività nota come la primavera Higan, una tradizione costituita da un insieme di pratiche volte al raggiungimento della felicità.


Il filo portafortuna della Grecia


In Grecia, il primo giorno di marzo, due fili di tessuto intrecciati rossi e bianchi vengono offerti ai bambini. Portati intorno ai polsi o alle caviglie, i Martia proteggono i bambini dai forti raggi del sole primaverile.


I Calendimaggio Italiani


Anche in Italia, la bella stagione porta con sé innumerevoli tradizioni legate alla rinascita e al rinnovo in natura. Tra questi il Calendimaggio, una festa di origine celtica che celebra il Sole con danze, banchetti e la scelta di un albero nei boschi da portare al centro del paese con fiori e nastri.
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La cooperazione, l’altra legge della giungla.

In natura ogni giorno alcuni animali infrangono una legge: la legge del più forte.
E se la chiave per sopravvivere in un ambiente ostile non fosse l’aggressività…ma la cooperazione? Di seguito abbiamo raccolto una lista di 5 “alleanze” esistenti in natura, dalle quali anche l’uomo ha molto da imparare.



 

1- Zebre e struzzi


A meno che tu non faccia esercizi cardio ogni giorno, sopravvivere fra ghepardi e leoni non è sempre facile. Per concedersi un po’ di riposo, Zebre e Struzzi tendono a unirsi per aiutarsi a vicenda nei loro turni di guardia. Lo struzzo isolato è una preda facile, ma essendo un ottimo guardiano è il benvenuto dai gruppi di zebre, che sono ben felici di darsi il cambio con lui di tanto in tanto per farlo riposare.

 

2 – Squali e remore


Nell’oceano, le remore sono i piccoli pesci che seguono lo squalo per mangiare tutti i parassiti che vivono sul suo corpo e che potrebbero infiltrarsi nelle sue branchie. Grazie alle remore, lo squalo respira meglio e grazie al feroce predatore le remore ottengono cibo gratis e protezione.

 

3 – Anemoni e pesci pagliacci


Innanzitutto, sappi che gli anemoni sono per metà piante e per metà animali: sono quindi i benvenuti in questa lista. Sebbene sembrino innocui, producono veleno mortale per i pesci. Fatta eccezione per… I pesci pagliacci che hanno un muco speciale che li protegge dal veleno. Possono quindi stabilirsi tranquillamente tra i rami dell’anemone e difenderlo da altri pesci potenzialmente interessati a “condividere l’affitto”.

 

4 – Wombat e… Tutti gli altri


Forse non avrai mai sentito parlare di questo animale, eppure è il più amato nel mondo degli animali. Il motivo? I wombat sono dei professionisti nella costruzione di tane: scavano labirinti molto profondi e isolati dall’esterno. Durante i devastanti incendi in Australia, questi marsupiali hanno salvato migliaia di specie, come wallaby e koala.

 

5 – Formiche e afidi


Anche il mondo degli insetti è governato da grandiosi accordi: quando una formica incontra un afide le picchietta l’addome e l’afide rilascia un liquido dolce di cui la formica si nutre. Terminato il servizio, gli afidi ricevono una mancia: una volta sazi le formiche li proteggono dall’attacco delle coccinelle.
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Condividere per essere felici

L’ultima lezione della Tenderly Academy, tenuta dal piccolo economo Ricky, verte su una tematica su cui negli ultimi anni hanno dibattuto filosofi, matematici e informatici: la condivisione.
Con un esempio pratico ed efficace, dimostra agli adulti presenti in classe come la condivisione possa essere considerata una strada per il raggiungimento della felicità di gruppo, e quindi del singolo.

Ricky è felice nonostante sia rimasto senza cioccolatini, perché distribuendoli tutti ha ricevuto in cambio gratitudine e sorrisi: una ricompensa ancora più dolce di un cioccolatino al latte.



 


La condivisione ci fa crescere


L’umanità è progredita grazie alla condivisione di idee, di esperienze e di scoperte. Internet ha accelerato il trend e oggi abbiamo a portata di click tutto ciò che ci serve per saziare la nostra sete d’informazione.

Un’idea condivisa può essere rielaborata e migliorata, sicuramente ha più valore in rete che confinata nella stanza di chi l’ha partorita. Condividere quindi ci fa crescere, non solo come individui, ma come specie.

 

Più condividi, più ricevi


Condividere non è un gioco a somma zero. Nel momento in cui si condivide valore con qualcuno, si ottiene in cambio altrettanto valore, che può avere forme totalmente inaspettate e imprevedibili.

Lo sa bene chi fa volontariato. Mensilmente condividiamo su queste pagine lo straordinario lavoro che fanno i ragazzi di Save The Children e Make a Wish Italia, due delle no-profit che Tenderly sostiene da ormai qualche anno. Nelle loro testimonianze e nei loro occhi si vede l’arcobaleno di emozioni che nutre ogni giorno il loro desiderio di dedicare il proprio tempo agli altri.

 

Condividere nel 2021


Che sia la torta appena sfornata da gustarsi insieme ai vicini di pianerottolo piuttosto che un’ora del proprio tempo per aiutare qualcuno, l’importante è cercare di contribuire a diffondere un po’ di felicità tra le persone delle comunità di cui facciamo parte. Vediamo allora alcune forme di condivisione.

Volontariato: ormai lo si può fare anche da casa, per esempio aiutando i ragazzi a fare i compiti. Save The Children prevede anche una breve formazione per gli aspiranti educatori, se sei interessato ad approfondire clicca qui 

Social street: sui social esistono tanti gruppi di quartiere dove le persone si aiutano condividendo oggetti, servizi o la propria esperienza. Può capitare così che un ragazzo insegni a pattinare oppure che qualcuno porti la spesa a casa ad un anziano.

 


Spazi: si può sfruttare uno spazio inutilizzato condividendolo con altre persone per dare vita a progetti collaborativi come per esempio gli orti condivisi.

Contenuti: condividere la propria esperienza su internet, o attraverso la creazione di un blog o sfruttando il proprio profilo social.

E voi, in termini di “condivisione”, quali esperienze avete fatto che vi sentite di raccomandare a un conoscente? Per aiutarci ad arricchire questa lista e a ispirare sempre più persone scriveteci sui nostri canali social, facebook o Instagram.